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Presidente: Titti Bufardeci  Segretario generale: Andrea Piraino


BLOCCO DELLE ADDIZIONALI: 
ALEGGIA ANCHE QUELLO DI ICI E TARIFFE. VOGLIONO LA CHIUSURA DEI COMUNI? 
Intervento del presidente dell'Anci Domenici alla XXI Assemblea dell'Anci

“Davvero il problema per la riforma fiscale del Paese è costituito dall’addizionale Irpef dei comuni?”. E’ questo uno dei passaggi più applauditi della relazione con la quale il presidente Leonardo Domenici ha aperto oggi pomeriggio a Genova la XXI Assemblea nazionale dell’Anci, alla presenza del presidente della Camera, Pierferdinando Casini, del primo cittadino del capoluogo ligure e di alcune centinaia di sindaci e amministratori giunti da ogni parte d’Italia. Domenici ha dedicato buona parte della relazione ai problemi che riguardano la Finanziaria 2005 e la condizione fiscale ed economica dei comuni italiani. Se tutti i municipi applicassero l’addizionale Irpef al massimo consentito – è stato questo il punto nodale del ragionamento – le entrate relative sarebbero attorno ai 500 milioni di euro; il governo ha invece stabilito che l’addizionale può essere applicata al minimo, il che significa entrate per 250 milioni di euro circa: “è davvero racchiuso in questa forbice – si è chiesto Domenici – il problema fiscale italiano? Ci era stato detto da parte del governo che non ci sarebbe stato il blocco dell’addizionale, che invece è stato introdotto. Si sente aleggiare in Parlamento – ha sottolineato il presidente dell’Anci – un possibile blocco dell’ICI e delle tariffe. Speriamo non sia così. Dove si vuole arrivare? Forse alla chiusura dei comuni?”. Il problema, come sempre, non è quello di introdurre tasse e balzelli locali, aumentando la pressione fiscale, ma di riuscire a garantire il livello dei servizi alla popolazione: “I comuni sono chiusi in una morsa. Non si tratta di schieramenti – ha ribadito il massimo esponente dell’Associazione – ma di ruolo e dignità dei municipi nel sistema istituzionale. Il punto è riaprire la porta al confronto”. Un passaggio pure molto applaudito del discorso di Domenici è stato dedicato al fenomeno delle intimidazioni contro sindaci e amministratori del Mezzogiorno: “fare il nostro mestiere da qualche parte – ha detto il presidente dell’Anci – è cosa molto pericolosa. Avremo anche qui a Genova un confronto con il ministro dell’Interno. Intanto, si tratta di tenere alta e continua una campagna di solidarietà al nostro interno”. Infine, Domenici si è soffermato sull’insoddisfazione dei comuni per il quadro che si sta delineando con la riforma costituzionale, “paradossalmente, dopo tanto parlare di federalismo. Siamo molto preoccupati. Comunque, deve essere chiaro che non siamo né uffici periferici dello Stato né appendici delle regioni. Come potrà funzionare questo sistema riformato? Il rischio è di giungere alla paralisi istituzionale”.