Castelbuono si conferma uno dei principali poli culturali della Sicilia grazie a due istituzioni che rappresentano la memoria e l’identità del territorio: il Museo Civico, ospitato nello storico Castello dei Ventimiglia, e il Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”. Due realtà diverse ma complementari, oggi unite da una visione comune che coniuga tutela del patrimonio, innovazione, ricerca scientifica, inclusione e valorizzazione del territorio.
IL MUSEO CIVICO NEL CUORE DEL CASTELLO DEI VENTIMIGLIA
Il Museo Civico di Castelbuono ha sede all’interno del Castello dei Ventimiglia, monumento simbolo della comunità. La fortezza fu fatta costruire nel 1317 da Francesco I Ventimiglia sul colle dell’antico casale bizantino di Ypsigro e attorno ad essa si sviluppò il nucleo originario dell’attuale abitato.
Nel 1454 Giovanni I Ventimiglia trasferì stabilmente la corte da Geraci Siculo a Castelbuono, portando con sé la reliquia del teschio di Sant’Anna, destinata a diventare il fulcro della devozione cittadina. Dopo il crollo dell’ultimo piano del castello a causa del terremoto del 1819, l’edificio fu acquistato nel 1920 grazie a una sottoscrizione popolare, diventando un autentico bene comune. Il restauro, completato nel 2002, ha consentito la nascita dell’attuale Museo Civico.
Oggi il museo non è soltanto luogo di conservazione del patrimonio storico-artistico, ma anche centro di sperimentazione culturale, ricerca e promozione dell’arte contemporanea, con mostre temporanee, laboratori, attività educative e collaborazioni con istituzioni italiane e internazionali.
Un percorso tra archeologia, arte e identità
L’itinerario museale racconta oltre sette secoli di storia attraverso diverse sezioni permanenti.
La sezione archeologica espone i reperti provenienti dagli scavi effettuati nel Castello: vasellame, utensili, monete, materiali lapidei e la preziosa epigrafe marmorea che ricorda la fondazione del maniero nel 1317.
La sezione dedicata all’urbanistica ripercorre invece lo sviluppo della città e il ruolo determinante della famiglia Ventimiglia nella trasformazione di Castelbuono in uno dei principali centri delle Madonie, soprattutto dopo il riconoscimento del titolo di Città e capitale del Principato nel 1632.
Particolarmente significativa è la collezione di Arte Moderna e Contemporanea, nata nel 1997 grazie alla donazione di Luigi Di Piazza e successivamente ampliata attraverso acquisizioni, donazioni e produzioni realizzate appositamente da artisti italiani e internazionali.
Tra le opere più importanti spicca il Fondo Paolo Cicero, con oltre quaranta dipinti e disegni che documentano il percorso artistico del pittore castelbuonese tra Ottocento e Novecento.
Il tesoro di Sant’Anna
Uno dei nuclei più preziosi del museo è rappresentato dalla sezione di Arte Sacra, dedicata alla profonda devozione della comunità verso Sant’Anna.
Il cosiddetto “Tesoro di Sant’Anna” comprende preziosi manufatti liturgici, argenti, ori, ricami e opere di grande valore artistico, tra cui il paliotto seicentesco ricamato con fili d’oro, d’argento e coralli, la statua in alabastro di San Giorgio e il reliquiario argenteo commissionato nel 1521 da Isabella Moncada, che custodisce il teschio della Santa.
Il cuore spirituale del Castello è la splendida Cappella Palatina di Sant’Anna, decorata dagli stucchi di Giuseppe e Giacomo Serpotta su fondo in oro zecchino. Dietro la grata è custodita la reliquia, mostrata ai fedeli soltanto durante i tre giorni della festa patronale, dal 25 al 27 luglio.
Un museo aperto ai linguaggi contemporanei
Accanto alle collezioni permanenti, il Museo Civico promuove un intenso programma di mostre temporanee ospitate nelle ex scuderie, nella Sala di San Giorgio e nella Sala di Don Cesare. Artisti di fama internazionale sono invitati a confrontarsi con la storia e l’identità mediterranea, dando vita a un dialogo continuo tra patrimonio storico e ricerca artistica contemporanea.
IL NUOVO CORSO DEL MUSEO NATURALISTICO “FRANCESCO MINÀ PALUMBO”
Accanto al Museo Civico cresce il ruolo del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”, ospitato nell’ex Monastero di Santa Venera e dedicato alla figura del grande medico, botanico, entomologo e naturalista siciliano Francesco Minà Palumbo (1814-1899).
Grazie agli interventi finanziati dal PNRR, il museo è stato completamente rinnovato con un nuovo allestimento progettato dallo studio Lemonot, vincitore del concorso internazionale “Cassidaria Minae”. Il percorso espositivo integra tecnologie digitali, diorami immersivi, pannelli in Braille e un’app dedicata, rendendo la visita pienamente accessibile e inclusiva.
Un patrimonio scientifico unico
Il museo conserva uno dei patrimoni naturalistici più importanti della Sicilia.
Tra le collezioni più rilevanti figurano l’Erbario Storico di Francesco Minà Palumbo, con circa 6.000 esemplari appartenenti a oltre 1.500 specie vegetali, oltre 500 tavole iconografiche realizzate dallo stesso naturalista tra il 1836 e il 1859, migliaia di reperti entomologici, collezioni zoologiche, fossili e minerali che documentano la biodiversità delle Madonie.
Negli ultimi anni il museo ha inoltre ampliato la propria offerta culturale con una pinacoteca dedicata al dialogo tra arte contemporanea e scienze naturali, arricchita da opere provenienti da residenze artistiche, donazioni e produzioni audiovisive dedicate al territorio.
Gli spazi del piano inferiore ospitano oggi una caffetteria, aree coworking, laboratori didattici e un chiostro aperto alla città, che durante l’estate diventa sede di eventi culturali, incontri e installazioni.
Ricerca, divulgazione e partecipazione
Il Museo Minà Palumbo è sempre più protagonista di progetti di ricerca e divulgazione scientifica. Tra questi figura il progetto di Citizen Science “DNA Fiume”, coordinato da Palma Nana, dedicato al monitoraggio della biodiversità del fiume Pollina, oltre a mostre temporanee come la rassegna fotografica “Preziose per natura”, dedicata agli ecosistemi siciliani.
Ogni anno il museo promuove inoltre “Marzo di Minà”, una manifestazione rivolta a scuole, famiglie e cittadini, dedicata ai temi della biodiversità e del rapporto tra uomo e ambiente.
Un sistema museale che guarda al futuro
Il rinnovamento del Museo Naturalistico procede parallelamente alla crescita del Museo Civico, recentemente insignito del Premio Economico 2026 della Fondazione Italia Patria della Bellezza per il progetto di inclusione sociale “Museo Disponibile”.
A rafforzare questa prospettiva è arrivato anche l’ingresso ufficiale del Museo Civico e del Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo” nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia, un passaggio che apre nuove opportunità di collaborazione, promozione e innovazione.
Il sindaco, Mario Cicero
“E’ per noi motivo di grande orgoglio vedere i nostri musei entrare nella Rete dei Musei di ANCI Sicilia. Il Museo Civico e il Museo Naturalistico non sono semplici contenitori di opere o reperti, ma veri motori di sviluppo culturale, scientifico ed economico. Fare rete significa aumentare la visibilità del territorio, favorire la ricerca, attrarre nuovi visitatori e offrire ai giovani opportunità di crescita. Castelbuono conferma così la propria vocazione di capitale culturale delle Madonie, dimostrando come cultura, ambiente e innovazione possano diventare strumenti concreti di sviluppo sostenibile e inclusivo”.
Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia
