Ciclone Harry, ANCI Sicilia: “Sostegno concreto ai Comuni colpiti e stop Imu per Niscemi”

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Presidente Anci Sicilia

Un pacchetto di interventi per sostenere concretamente i Comuni colpiti dal ciclone Harry e per rafforzare la capacità degli enti locali di gestire l’emergenza e la fase di ricostruzione. È l’obiettivo delle proposte di emendamenti presentate dall’Anci e illustrate dal presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, durante l’audizione in commissione Ambiente della Camera dei Deputati, nell’ambito del disegno di legge di conversione del decreto legge sugli eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno colpito diversi territori del Sud Italia, tra cui numerosi comuni della Sicilia.

“Le proposte di Anci puntano a rafforzare il ruolo dei Comuni, primi presidi istituzionali chiamati a intervenire nei territori colpiti da calamità e a garantire strumenti concreti per affrontare le difficoltà amministrative, finanziarie e sociali determinate dall’emergenza”, ha detto il presidente Amenta.

Tra le principali misure previste c’è l’estensione ai Comuni delle facoltà di fare assunzioni straordinarie, per far fronte alle attività di protezione civile e alla gestione della ricostruzione. L’emendamento consentirebbe agli enti locali dei territori colpiti di assumere personale tecnico e amministrativo a tempo determinato in deroga ai limiti di spesa, rafforzando così le strutture comunali impegnate nelle procedure di emergenza, nella gestione delle ordinanze di inagibilità e nelle istruttorie per i danni subiti da cittadini e imprese.

Un altro intervento rilevante riguarda la proroga della sospensione dei termini per gli adempimenti e i versamenti tributari e contributivi, che verrebbero differiti dal 30 aprile al 30 giugno 2026. La misura è accompagnata dalla possibilità per i Comuni di ottenere anticipazioni di liquidità per compensare gli effetti della sospensione dei pagamenti dell’Imu, evitando così ripercussioni sugli equilibri di bilancio degli enti locali.

Particolare attenzione è dedicata ai cittadini e alle amministrazioni dei territori più colpiti. Gli emendamenti prevedono infatti l’esenzione dall’Imu per i fabbricati dichiarati inagibili a seguito degli eventi calamitosi, a partire dalla rata di giugno 2026 e fino al ripristino dell’agibilità, con un ristoro statale per i Comuni che subirebbero minori entrate.

Misure specifiche sono inoltre previste per il Comune di Niscemi, gravemente colpito dalla frana. Le proposte prevedono l’esenzione dall’Imu per gli immobili distrutti o dichiarati inagibili e un contributo straordinario per compensare le minori entrate e i maggiori costi del servizio rifiuti. In particolare, il Commissario straordinario potrà riconoscere al Comune un contributo fino a 2 milioni di euro per il 2026 per far fronte agli effetti dell’emergenza sulla Tari e sui costi di gestione del servizio.

“Queste proposte – sottolinea il presidente di Anci Sicilia – nascono dall’ascolto diretto dei territori e dalla necessità di garantire ai Comuni strumenti concreti per affrontare una situazione straordinaria. Gli enti locali sono in prima linea nella gestione delle emergenze e nella ricostruzione: senza personale, risorse e flessibilità amministrativa diventa impossibile dare risposte tempestive alle comunità colpite”.

Infine, il presidente di Anci Sicilia ha chiesto che nell’ambito delle valutazioni sui danni e sugli interventi urgenti venga incluso anche l’impatto del ciclone Ulrike, che il 12 e 13 febbraio ha colpito diversi comuni del versante etneo, come Pedara, Zafferana Etnea, Mascali, Trecastagni e Nicolosi, territori che hanno subito pesanti conseguenze per le forti piogge e i fenomeni atmosferici estremi.