Il circuito museale di Naso

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ALLA SCOPERTA DI NASO, LA “TERRAZZA SULLE EOLIE”

Arroccata sui Nebrodi la “Terrazza sulle Isole Eolie”, si conferma custode di un patrimonio storico e culturale di straordinario valore. Attraverso un circuito museale integrato e sinergico, la città di Naso propone ai visitatori un viaggio immersivo capace di coniugare la devozione religiosa, l’identità etno-antropologica, la pittura contemporanea e la grande storia civile. Un itinerario espositivo articolato che spazia dalla spiritualità barocca e rinascimentale del Museo d’Arte Sacra alla memoria della civiltà contadina del Museo Arte e Mestieri del Territorio, incrociando la potenza espressiva della Pinacoteca Tano Santoro e la testimonianza civile della Sala dedicata a Francesco Lo Sardo.

Il circuito e il network regionale: la Rete Musei Anci Sicilia

Le quattro istituzioni del territorio nasense sono parte integrante della Rete Musei di ANCI Sicilia. Si tratta di un’importante iniziativa strategica nata per valorizzare l’immenso patrimonio culturale custodito nei centri dell’Isola, che oggi unisce circa 100 comuni e oltre 200 diverse realtà espositive. A supporto di questo network è attivo il portale ufficiale musei-sicilia.it: una vetrina digitale che permette al pubblico, con un semplice click, di intraprendere un viaggio virtuale tra le collezioni, alla scoperta dei capolavori, dei racconti e dei segreti tramandati da queste storiche istituzioni.

Il Museo d’Arte Sacra: fede e maestria nelle Catacombe di San Cono

Ospitato nei suggestivi spazi ipogei delle storiche Catacombe del Tempio di San Cono Abate, il Museo d’Arte Sacra nasce dalla collaborazione tra la Diocesi di Patti, il Comune e le parrocchie locali con l’obiettivo di tutelare e promuovere la memoria religiosa del territorio. Il percorso espositivo si sviluppa su una superficie di circa 260 metri quadrati ed è organizzato in quattro sezioni tematiche ben definite:

  • Opere lignee e maioliche: la prima sezione espone sculture e statue in legno realizzate da intagliatori locali per le chiese cittadine, affiancate da preziose maioliche che testimoniano la fiorente attività dei maestri attivi a Naso tra il XV e il XVII secolo.
  • Paramenti liturgici e confraternite: la seconda area raccoglie paramenti d’epoca finemente ricamati provenienti dalle parrocchie dei Nebrodi, una storica campana bronzea e storici cimeli.
  • Tele e opere lapidee: nella terza sezione spicca la “Madonna con Bambino dormiente”, una raffinata tavola lignea dei primi anni del Cinquecento attribuita alla cerchia di Joos van Cleve. Sono, inoltre, esposti due dipinti ovali attribuiti a Olivio Sozzi e la ricostruzione schematica della scomparsa “Porta Piazza”.
  • Arredi argentei ed ex voto: l’ultima sala custodisce eccellenti manufatti di oreficeria e argenteria sacra – tra cui calici, ostensori, pissidi e reliquiari – che riflettono l’alto livello tecnico delle maestranze locali, assieme ad una collezione di ex voto legati alla devozione popolare.

L’intero itinerario permette di decodificare l’evoluzione artistica e spirituale di Naso, restituendo dignità storica a oggetti d’arte provenienti dal tessuto parrocchiale e dalle confraternite.

Il Museo Arte e Mestieri del Territorio: la memoria demo-etno-antropologica

Situato nella frazione di Cagnanò, a circa 6 chilometri dal centro urbano, il Museo Arte e Mestieri del Territorio sorge nei locali restaurati dell’ex scuola elementare. La struttura rappresenta un autentico presidio della memoria rurale e artigianale dei Nebrodi e si articola in quattro sezioni didattico-espositive:

  • Falegnameria ed Ebanisteria: conserva una ricca collezione di utensili manuali di fine Ottocento, utilizzati dagli storici artigiani del legno della zona.
  • La Vendemmia: ospita un monumentale palmento in legno risalente ai primi del Novecento, pervenuto ai giorni nostri in un perfetto stato di conservazione.
  • Mestieri Tradizionali: una sezione che raggruppa macchine da cucire d’epoca, ferri del mestiere di calzolai, un’antica postazione da barbiere completa, aratri, attrezzi agricoli e strumenti musicali della tradizione folkloristica.
  • Sartoria e Laboratorio Didattico: uno spazio non solo espositivo ma operativo, pensato per tramandare l’arte della tessitura e della sartoria locale attraverso laboratori pratici dedicati a scuole e visitatori.

La Pinacoteca Tano Santoro: l’energia del realismo contemporaneo

Collocata al piano terra dello storico palazzo che dal 1645 fu sede del municipio (ed oggi ospita la Biblioteca Comunale in Piazza On. Francesco Lo Sardo), la Pinacoteca è una mostra permanente dedicata al maestro contemporaneo Tano Santoro, nato a Naso nel 1940. Lo spazio è stato inaugurato nel 2018 dopo la donazione della collezione di quadri da parte dell’artista.

L’esposizione propone tele di imponente formato (spesso superiori ai due metri), bozzetti, incisioni e acqueforti. Il percorso critico evidenzia l’evoluzione stilistica del pittore: dagli esordi milanesi, a stretto contatto con i grandi maestri del Neorealismo e dell’incisione (quali Pizzinato, Zancanaro e Motti), fino all’elaborazione di una cifra stilistica matura e personale, focalizzata sul realismo esistenziale, sulla decisione del segno grafico e sulle calde e accese cromie della Sicilia e del Mediterraneo.

La Sala On. Francesco Lo Sardo: una testimonianza di impegno civile

Il viaggio nella cultura di Naso si conclude all’interno del Convento dei Frati Minori Osservanti, un complesso architettonico risalente al 1475, oggi interamente restaurato e convertito in centro culturale polivalente. La prima sala d’ingresso è intitolata alla memoria dell’Onorevole Avvocato Francesco Lo Sardo (Naso 1871 – Napoli 1931), figura di primo piano della storia politica nazionale e primo deputato comunista eletto in terra siciliana.

L’ambiente custodisce l’arredo originale in stile tardo Cinquecento del suo studio legale di Roma. Lo spazio è arricchito da ritratti, preziosi documenti d’epoca e pannelli bio-bibliografici che ripercorrono le tappe fondamentali della sua parabola umana e politica: dalla fondazione del periodico “Il Riscatto” alle storiche battaglie sociali al fianco dei contadini dei Nebrodi, fino all’elezione alla Camera dei Deputati nel 1924, al successivo arresto ordinato dal regime fascista e alla drammatica scomparsa in carcere, dopo aver condiviso i lunghi mesi di prigionia con Antonio Gramsci.

Tempio di San Cono

Il Tempio di San Cono Abate, risalente al XV secolo e consacrato nel 1511, presenta una struttura a tre navate sorrette da dodici colonne in pietra cenerina. Sotto la chiesa si trova la suggestiva cripta barocca, impreziosita da marmi policromi, stucchi e dipinti dedicati ai miracoli del Santo. Al suo interno sorge la Cappella delle Reliquie, realizzata tra il 1660 e il 1720. Qui sono custodite le sacre spoglie di San Cono e un’urna d’argento contenente le sue reliquie. L’urna è protetta da tre cortine di ferro e sette chiavi, a testimonianza della profonda devozione dei fedeli.

Cappella del Rosario

La Cappella del Rosario, nella Chiesa matrice dei Santi Filippo e Giacomo a Naso, è un capolavoro marmoreo realizzato da Bartolomeo Travaglia, appartenente a una famiglia di artisti carraresi. La cappella si distingue per la straordinaria ricchezza di simboli e riferimenti sapienziali ed esoterici, accostati a quelli della Cappella di Rosslyn, in Scozia. Un luogo in cui miti dell’antica Grecia, filosofia e teologia si intrecciano in un percorso di grande fascino culturale. Un autentico labirinto simbolico che invita a osservare, interpretare e approfondire. Un’esperienza che si trasforma in un viaggio spirituale e di conoscenza, alla scoperta dei significati più profondi dell’opera.

Chiesa Santa Maria di Gesù

Il complesso architettonico del convento dei Frati Minori Osservanti con l’annessa Chiesa di Santa Maria del Gesù risale al 1400. Della struttura originaria restano solo alcune parti delle mura del convento, un’ala del chiostro e la Chiesa. Diversi terremoti, a partire da quello del 1613, distrussero quasi completamente il complesso. La chiesa a navata unica è frutto delle diverse ricostruzioni effettuate tra l’800 e il ‘900.

Il Sindaco Gaetano Nanì

“È un onore per noi custodire tesori tanto preziosi, che ci ricordano la grandezza di una Città che fu punto di riferimento per tutto il territorio circostante e ci guidano oggi lungo la strada della consapevole grandezza d’intelletto, d’ingegno e d’animo dei nostri padri e delle nostre madri. Ma, al contempo, è una grande responsabilità, avendo l’onere di preservarli e restituirli alle nuove generazioni perché siano, aldilà dei beni materiali, d’esempio per la costruzione del futuro che verrà”.

 Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia