Un ammanco strutturale di 200 milioni di euro l’anno continua a gravare sulle casse dei comuni siciliani.
Per questi motivi, nei giorni scorsi, l’ANCI Sicilia ha annunciato l’intenzione di procedere con una messa in mora e un’azione legale nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), a causa del mancato adeguamento del riparto del Fondo di solidarietà comunale (FSC) dai criteri della “spesa storica” ai “fabbisogni standard”.
Nonostante la riforma del 2009 e l’invio regolare dei dati da parte degli enti siciliani, il riparto del Fondo continua a basarsi su parametri obsoleti, consolidando disuguaglianze tra territori.
I Comuni siciliani si trovano in una condizione di doppio svantaggio. Da un lato vengono valutati secondo parametri di efficienza standard, dall’altro ricevono risorse ancora legate a una spesa storica che li penalizza.
Dopo il fallimento dei confronti con il MEF avviati nel 2025, Anci Sicilia ha deciso di intensificare la propria azione considerando che si è di fronte a scelte che rischiano di ampliare le disuguaglianze territoriali, in palese contrasto con i principi costituzionali di autonomia e solidarietà.
L’Associazione chiede l’aggiornamento immediato dei dati e l’applicazione della componente perequativa per garantire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) su tutto il territorio nazionale. I Comuni – sostiene l’Associazione dei comuni siciliani – hanno fatto la loro parte trasmettendo i dati. Ora lo Stato deve garantire regole e risorse eque.
APPROFONDIMENTI:
DOCUMENTI:
FSC 2026_Riparto_Allegato 2 (1)
