Comiso rende omaggio a Nino Caruso, apre il museo dedicato al maestro della ceramica

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Comiso inaugura un nuovo spazio culturale dedicato al ceramista Nino Caruso. L’apertura del Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso si inserisce tra le più significative dell’anno in Sicilia e rappresenta il giusto riconoscimento per un artista che ha contribuito a riscrivere il linguaggio della ceramica contemporanea. Amico e collega di Renato Guttuso, Caruso si è distinto anche per il suo impegno civile e politico, dimostrato nel corso della sua intensa attività di militanza.

Le porte del museo si sono aperte il 12 giugno, negli spazi dell’ex Mercato Casmeneo di piazza delle Erbe, sede della Fondazione Bufalino. Qui è possibile immergersi nel linguaggio astratto e modulare che ha reso celebre l’artista, attraverso un percorso espositivo che ne racconta l’evoluzione creativa.

Scultura, architettura e design convergono in un unico progetto artistico nella produzione di Nino Caruso. Nato a Tripoli nel 1928 da una famiglia originaria di Comiso e figlio di uno scalpellino, l’artista trasformò il concetto stesso di ceramica. Grazie alla sperimentazione di nuovi processi produttivi, dimostrò che questo materiale poteva andare ben oltre la funzione decorativa, diventando protagonista della scultura monumentale e dell’arte pubblica.

Oggi le sue opere sono presenti in numerose città del mondo, da Marsiglia al Giappone, fino a importanti installazioni permanenti disseminate in tutta Europa. Il museo nasce proprio con l’obiettivo di custodire e valorizzare l’eredità del maestro, scomparso nel 2017, contribuendo al tempo stesso al rilancio culturale di Comiso, che rafforza così il proprio sistema museale entrando anche nella Rete dei Musei Comunali di ANCI Sicilia.

All’interno del nuovo spazio culturale sono esposte circa 100 opere tra sculture, rilievi e manufatti che accompagnano il visitatore attraverso l’intero percorso creativo di Caruso, dalle ricerche degli anni Cinquanta fino alle produzioni più mature. L’allestimento, curato da Michele Liccese, segue un criterio cronologico e tematico, articolato in grandi sale che permettono di cogliere l‘evoluzione del suo linguaggio artistico.

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità. Il museo ospita infatti un percorso tattile pensato per i visitatori con disabilità visiva, consentendo loro di conoscere alcune opere attraverso l’esperienza diretta del tatto. Un’impostazione che riflette la visione aperta e inclusiva dell’artista, ricordato anche per la sua lunga attività di docente e divulgatore, grazie alla quale ha formato generazioni di ceramisti. Il museo è affidato alla gestione da parte di Logos e Civita Sicilia. Il progetto è stato completato grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura nell’ambito del Piano per l’Arte Contemporanea 2024.

“Mi emoziona che questo museo sia realizzato qui. Siamo cresciuti con i racconti di Comiso: è un luogo che ci appartiene. Le opere raccontano non solo la memoria di Nino, ma anche la memoria storica di una terra che ha sempre ospitato grandi artisti”, ha detto il figlio Stefano. Un museo libero, aperto a tutti, dinamico e inclusivo, perfettamente in linea con la visione e le volontà di Nino Caruso.