I tre Musei di Comitini

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Nel cuore dell’agrigentino sorge un piccolo borgo custode di grandi storie: Comitini. Questo centro vanta un’offerta culturale straordinaria, raccolta all’interno dei suoi Musei Civici. Ispirandosi ai principi dell’ICOM (International Council of Museums), i musei del paese non sono semplici contenitori di oggetti, ma istituzioni vive al servizio della comunità. Il loro obiettivo? Conservare la memoria del territorio dalla preistoria al Novecento, promuovendo l’integrazione, la didattica scolastica e la crescita culturale collettiva.

I Musei Civici si articolano in tre piccoli gioielli espositivi situati nel centro storico, principalmente ospitati nel suggestivo Palazzo Baronale (ristrutturato nel 1992 e sede anche della Biblioteca Comunale) e nello storico Palazzo Bellacera.

L’Antiquarium e la magica Petra di Calathansuderj

Ospitato a Palazzo Bellacera, l’Antiquarium raccoglie i preziosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio circostante. Il cuore di questa sezione è indissolubilmente legato alla Petra di Calathansuderj, una spettacolare rupe calcarenitica alta 30 metri che si eleva solitaria tra le colline siciliane.

La Petra è un luogo intriso di mistero:

  • Preistoria: La presenza di caratteristiche tombe a forno testimonia l’esistenza di un antichissimo villaggio preistorico.
  • Epoca Bizantina (VI d.C.): Nelle viscere della roccia fu scavato un incredibile complesso fortificato su quattro livelli, con stanze, gallerie, magazzini e cisterne per controllare le vie di comunicazione.
  • Continuità storica: La fortezza mantenne la sua funzione strategica sotto gli Arabi e i Normanni fino al XIII secolo, lasciando tracce ceramiche dall’Età del Bronzo al Medioevo.

Il Museo di Storia Mineraria

Riconosciuto come “piccolo museo” ai sensi del DM 451/2020, questo spazio si sviluppa in tre grandi sale contigue. Attraverso fotografie storiche, attrezzi da lavoro e campioni di minerali, il museo documenta l’epopea dello zolfo attraverso i secoli. L’esposizione non illustra solo le tecniche estrattive, ma offre una cruda e toccante testimonianza della dura vita dei minatori – uomini, ma tragicamente anche donne e bambini – che da questa faticosa attività traevano il proprio sostentamento.

Il Museo del Tricolore: dove nacque il risorgimento agrigentino

Nato di recente, in seguito al conferimento del titolo ufficiale di “Città” da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2018, il Museo del Tricolore svela una pagina epica e poco nota del Risorgimento italiano.

Comitini fu infatti la sede logistica di una coraggiosa cellula politica antiborbonica, guidata dall’avvocato Vincenzo Macaluso. Mentre il governo borbonico vietava severamente l’esposizione della bandiera italiana, all’alba del 3 luglio 1859, alla notizia della vittoria piemontese a Palestro, i patrioti di Comitini misero in atto un piano audace:

  • Il primo Tricolore: per la prima volta nell’agrigentino, la bandiera fu issata proprio sulla vetta della “Petra di Calathansuderj”.
  • La rivolta: cittadini dai paesi vicini (Aragona, Grotte, Racalmuto, Favara, Castrofilippo) accorsero a rendere omaggio al vessillo, dando il via a un moto insurrezionale che si estese fino a Palermo.
  • La repressione: con la pace di Villafranca il movimento fu represso. Seguirono arresti e torture. La storia parla anche di circa 40 latitanti, tra cui lo stesso Macaluso e il sacerdote Gerlando Sciarratta.

A testimonianza dell’importanza di quell’evento, dieci anni dopo nacque il giornale provinciale “La Pietra”, intitolato proprio alla rocca dove sventolò la bandiera della libertà.

Il sindaco Luigi Nigrelli

“Comitini custodisce un patrimonio storico, culturale e minerario di inestimabile valore, che trova nei nostri spazi museali la sua massima espressione. Il Museo delle Miniere, insieme alle nostre preziose collezioni, non è semplicemente un luogo di conservazione della memoria, ma rappresenta il cuore pulsante della nostra identità e un formidabile motore di sviluppo turistico ed economico per l’intero territorio.

Custodire la storia delle nostre miniere e dei carusi che vi lavorarono significa onorare il sacrificio delle generazioni passate e trasformare quel racconto in un’opportunità di futuro per i nostri giovani.

In questo percorso di valorizzazione, l’adesione e la partecipazione attiva alla Rete dei Musei di ANCI Sicilia rivestono un’importanza strategica fondamentale. Nessun comune, specie se di piccole dimensioni, può vincere da solo la sfida dell’attrattività culturale nell’era della globalizzazione. La Rete di ANCI Sicilia ci consente di fare sistema, superando l’isolamento attraverso lo scambio di buone pratiche, la creazione di itinerari turistici integrati e l’accesso coordinato a canali di finanziamento regionali ed europei.

Essere parte di questo network significa inserire Comitini in un circuito virtuoso che unisce idealmente tutte le eccellenze dell’Isola. Insieme agli altri sindaci e ad ANCI Sicilia, siamo convinti che la cultura sia la chiave per contrastare lo spopolamento delle aree interne e per offrire ai visitatori un’esperienza autentica, coordinata e di altissimo livello.”

Anche il comune di Comitini fa parte della Rete dei Musei Comunali della Sicilia che, promossa da ANCI Sicilia, unisce oltre 230 musei in più di 100 comuni. Il progetto valorizza il patrimonio culturale diffuso, collegando poli archeologici, naturalistici e artistici per raccontare l’identità dell’isola e promuovere un turismo locale e sostenibile.

Informazioni utili per la visita

I Musei Civici di Comitini rappresentano una tappa imperdibile per gli amanti della storia, dell’archeologia e dei cammini risorgimentali.

  • Ingresso: Libero e gratuito.
  • Orari di apertura:
    • Mattina: dalle 09:00 alle 13:00
    • Pomeriggio: dalle 15:30 alle 19:30

Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia