Un settore strategico per l’economia e l’identità delle comunità costiere, oggi chiamato a confrontarsi con criticità strutturali, come caro gasolio, concorrenza di flotte straniere e ricambio generazionale, ma anche con nuove opportunità di sviluppo. Unanime la posizione dei sindaci: occorre investire in maniera strutturale in un settore che da secoli è sinonimo di qualità e identità. È questo il quadro emerso nel corso della ventiduesima puntata di Fuori dal Comune, la trasmissione di Radio Rai Gr Parlamento realizzata in collaborazione con l’Anci, andata in onda sabato 11 aprile, e riascoltabile su Rai play sound.
La trasmissione, condotta come di consueto dal condirettore di Radio Uno, Stefano Mensurati, ha proposto un viaggio lungo tutta la Penisola attraverso le voci dei sindaci ed è stata ‘guidata’ dal direttore generale di Federpesca Francesca Biondo, che in apertura ha ricordato che “la pesca italiana attraversa una crisi strutturale che viene da lontano, fatta di costi crescenti, regole stringenti e difficoltà nel ricambio generazionale, ma resta un settore strategico per il Paese”. Tuttavia, secondo la Biondo “l’Italia può competere sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla sicurezza del prodotto, ma servono condizioni più favorevoli per le imprese e una visione europea più equilibrata”.
Le finestre sui territori sono partite da Mazara del Vallo, dove il sindaco Salvatore Quinci ha evidenziato le difficoltà del comparto: “Peschiamo – ha detto – nello stesso mare di flotte che hanno costi molto più bassi, soprattutto sul fronte del lavoro e del carburante, e questo rende la competizione estremamente difficile”. Quinci ha poi ricordato che “negli anni la nostra flotta si è ridotta drasticamente e oggi il caro gasolio rischia di impedire anche l’uscita in mare, mettendo in crisi un’intera filiera che per noi è vitale”.
Spazio poi al comparto dell’acquacoltura con il primato di Piombino, dove, ha ricordato il sindaco Francesco Ferrari “rappresentiamo un’eccellenza nazionale, con oltre il 50 per cento del pesce allevato in Italia che è prodotto nel nostro territorio. L’acquacoltura – ha aggiunto – è diventata un pilastro della nostra economia e può essere una leva decisiva per ridurre la dipendenza dall’import e garantire un prodotto di qualità controllata”.
Si è poi scesi in Puglia, a Mola di Bari, dove il sindaco Giuseppe Colonna ha sottolineato il valore sociale del mercato ittico locale. “Il nostro mercato – ha rimarcato – non è solo un luogo di vendita, ma una vera piazza dove si incontrano persone, tradizioni e saperi legati al mare. Qui il pesce arriva ogni giorno direttamente dai pescherecci e rappresenta un esempio concreto di filiera corta e qualità”.
Il viaggio è proseguito a Cagliari, con l’assessore alle attività produttive Carlo Serra. “Il nostro mercato – ha ricordato l’assessore cagliaritano – è un nodo fondamentale per la distribuzione del pescato, con una forte integrazione tra produzione locale, importazione ed export. La capacità di organizzare la filiera e valorizzare il prodotto è oggi determinante per sostenere il settore”.
Dalla Sardegna all’Emilia-Romagna con l’emergenza granchio blu a Goro, fatta conoscere ai radio ascoltatori dalla sindaca Maria Bugnoli. “L’arrivo massiccio del granchio blu ha distrutto in pochi mesi una produzione che rappresentava la base economica del nostro territorio. Stiamo cercando soluzioni per proteggere gli allevamenti e, allo stesso tempo, trasformare un problema in una possibile nuova risorsa”.
In puntata spazio anche alle tradizioni legate alla pesca con il sindaco di Cetara, Roberto Della Monica. “Da noi – ha ricordato – la colatura di alici è una tradizione antichissima, che affonda le sue radici nel garum romano e che oggi rappresenta un prodotto unico al mondo. È l’unica DOP italiana nel settore della pesca e un esempio di come un prodotto semplice possa diventare eccellenza”. Altra tradizione che affonda le sue origini nei secoli è quella della pesca al tonno di Favignana di cui ha parlato il sindaco Giuseppe Pagoto. “La tonnara è una pratica millenaria che negli anni si è evoluta, diventando oggi una forma di pesca più sostenibile e rispettosa della risorsa. Il tonno rosso del Mediterraneo – ha concluso Pagoto – è un prodotto di altissimo valore, richiesto a livello internazionale e profondamente legato alla nostra identità”.
Riascolta le puntate precedenti su Rai play sound.
