Mazara del Vallo, eccellenza museale

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Mazara del Vallo, che si afferma come una delle capitali del Mediterraneo più dinamiche sotto il profilo della stratificazione culturale e dell’accoglienza, ha saputo trasformare il proprio patrimonio storico e marittimo in un’esperienza narrativa coerente, dove l’archeologia dialoga costantemente con l’arte contemporanea e l’innovazione sociale.

Il patrimonio archeologico e il Simbolo del Satiro

Il fulcro dell’identità mazarese rimane il legame indissolubile con il mare, inteso come custode di memoria. Il celebre Satiro Danzante, capolavoro bronzeo attribuito alla scuola di Prassitele e recuperato oltre vent’anni fa dal peschereccio di Capitan Ciccio, rappresenta l’apice di questo legame. Tuttavia, il Satiro non è un elemento isolato: il Mediterraneo ha restituito nel tempo un vasto corpus di reperti — anfore, frammenti scultorei e attrezzature di bordo — che testimoniano rotte millenarie e scambi commerciali incessanti. Questa eredità è oggi valorizzata all’interno del Collegio dei Gesuiti, dove la Sala delle Anfore offre un percorso scientifico e didattico sul ruolo strategico di Mazara nelle rotte dell’antichità.

La Frontalità di Pietro Consagra e l’arte contemporanea

Il percorso museale si evolve verso la modernità con la sala dedicata a Pietro Consagra, uno dei massimi esponenti dell’astrazione e della scultura del XX secolo. Nato a Mazara nel 1920, Consagra ha rivoluzionato il linguaggio plastico con il concetto di “frontalità”. La collezione ospitata nel Collegio dei Gesuiti non celebra solo l’illustre concittadino, ma stabilisce un ponte tra le radici classiche della città e le visioni estetiche del presente. Questo dialogo tra epoche diverse permette al visitatore di compiere un salto temporale di oltre duemila anni in pochi passi, confermando Mazara come centro di produzione culturale oltre che di conservazione.

Memoria visiva: La Mazara in miniatura

Un aspetto peculiare della valorizzazione identitaria è rappresentato dalla Mazara in miniatura, opera dell’artista Ignazio Auguanno. Situata anch’essa nel complesso dei Gesuiti, questa esposizione raccoglie riproduzioni fedeli dei monumenti simbolo della città e della Sicilia, realizzate in oltre quarant’anni di attività utilizzando spesso materiali di riciclo. Non si tratta di un semplice esercizio di modellismo, ma di un meticoloso archivio visivo che permette di osservare l’evoluzione architettonica e urbanistica del territorio da una prospettiva inedita, rendendo il patrimonio accessibile e comprensibile a un pubblico trasversale, dai ricercatori alle scolaresche.

 La Kasbah e l’Albergo diffuso: un modello di futuro

Il processo di rigenerazione urbana trova la sua massima espressione nel progetto dell’Albergo Diffuso della Kasbah. Questo intervento mira a trasformare il quartiere antico — caratterizzato dall’impianto urbanistico arabo — in un sistema di ospitalità integrata. A differenza dei modelli alberghieri tradizionali, l’albergo diffuso riutilizza unità abitative esistenti, cortili e botteghe storiche, contrastando lo spopolamento del centro e creando nuove opportunità occupazionali per i giovani locali.
Il progetto, supportato da fondi europei e già registrato come marchio, propone un turismo esperienziale e sostenibile: il visitatore non è più un osservatore esterno, ma diventa un “abitante temporaneo” integrato nel tessuto sociale e culturale della comunità.

Il sindaco Salvatore Quinci

“Mazara del Vallo, da sempre crocevia di civiltà nel Mediterraneo, ha scelto di valorizzare la propria storia aderendo con entusiasmo alla Rete dei Musei Comunali della Sicilia. Il cuore pulsante di questa offerta culturale è il Collegio dei Gesuiti, un gioiello barocco nel centro storico che unisce armoniosamente antico e contemporaneo.

Al suo interno spicca la sala dedicata a Pietro Consagra, celebre scultore mazarese e maestro dell’astrattismo internazionale, con una collezione che ne ripercorre oltre trent’anni di carriera. Il legame viscerale della città con il mare emerge invece nelle sale delle anfore, dove sono esposti preziosi reperti archeologici recuperati dai fondali locali. L’ adesione alla Rete punta a trasformare il ricco patrimonio cittadino in un’esperienza di accoglienza e condivisione per tutti i visitatori”.

Il Comune fa parte della Rete dei Musei Comunali della Sicilia, progetto nato per iniziativa dell’ANCI Sicilia a cui, fino ad oggi, hanno aderito 101 comuni e 234 musei.

Le visite al Collegio dei Gesuiti sono gratuite. Lo spazio museale è aperto tutti i giorni, dal martedì alla domenica ed anche in tutti i giorni festivi dalle ore 9 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18.

Carla Muliello, addetto stampa ANCI Sicilia