Piante erbacee contro erosione e dissesto- il 20 aprile a Palermo un convegno di Prati Armati

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È Prati Armati S.r.l. il protagonista del convegno in programma lunedì 20 aprile 2026, dalle ore 9:00 alle 13:30, presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo (viale delle Scienze, Edificio 7). L’azienda, titolare di una tecnologia brevettata basata sull’utilizzo di piante erbacee perenni a radicazione profonda, sottile e resistente per il contrasto all’erosione e al dissesto idrogeologico superficiale, sarà al centro di una giornata di studio promossa dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo in collaborazione con la Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia e con l’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia. L’evento è gratuito e aperto agli iscritti degli Ordini.

Il convegno gode del patrocinio del Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani (CIFI) e di ANCI Sicilia, e della partecipazione scientifica dell’Università degli Studi di Messina. Due ore su quattro di contenuto tecnico saranno affidate direttamente ai vertici di Prati Armati: il presidente dott. ing. Claudio Zarotti e l’amministratore delegato dott. ing. Marcello Zarotti, che illustreranno aspetti tecnici, ambientali, energetici e applicazioni pratiche della tecnologia su cantieri reali in differenti condizioni pedoclimatiche.

Il tema al centro: erosione e dissesto a norma PNRR
L’obiettivo della giornata di studio è l’analisi delle soluzioni per contrastare il dissesto idrogeologico superficiale e l’erosione dei suoli in un contesto di sviluppo sostenibile, nel rispetto delle normative PNRR, NTC e NBS (Nature-Based Solutions). L’attenzione si concentrerà sulle piante erbacee perenni a radicazione profonda, sottile e resistente, indicate come soluzione ottimale dal punto di vista tecnico, ambientale, energetico e manutentivo.

Queste specie autoctone sono in grado di germinare, svilupparsi e radicare in tempi brevi, sopravvivendo anche in condizioni pedoclimatiche e fitotossiche proibitive per la vegetazione tradizionale, e di resistere persino a venti catastrofici. Studi, tesi, ricerche e sperimentazioni condotte presso le principali università italiane, uniti a centinaia di cantieri realizzati in Italia e all’estero, ne hanno dimostrato le straordinarie potenzialità.

Quattordici vantaggi tecnici e ambientali
Le specie erbacee perenni a radicazione profonda, sottile, resistente e certificate sono state presentate come la migliore soluzione oggi disponibile sul mercato internazionale contro l’erosione e il dissesto idrogeologico superficiale, capace di allinearsi — mantenendo intatti i dettami delle NTC e dell’Eurocodice 7 e 8 — agli impegni globali e nazionali quali la Convenzione sulla Diversità Biologica, la Strategia UE sulla Biodiversità per il 2030, gli SDG delle Nazioni Unite, il PNRR, il Regolamento UE 2020/852, il principio DNSH e la Nature Restoration Law.
Nel dettaglio, i benefici che saranno illustrati nel corso della giornata sono quattordici:

1.     Bloccare l’erosione in qualunque condizione pedoclimatica, anche su litotipi sterili e inquinati da metalli pesanti e idrocarburi, su smarino tal quale o rocce fratturate, senza necessità di terreno vegetale o altri manufatti.

2.     Diminuire l’infiltrazione e aumentare la traspirazione, migliorando anche in profondità i principali parametri geomeccanici dei terreni (saturazione, coesione), e mitigando il rischio di frana a media profondità.

3.     Incrementare la resistenza al taglio degli strati superficiali dei terreni, iniettando una coesione aggiuntiva grazie all’apparato radicale.

4.     Eliminare il terreno vegetale che si erode e scivola a valle, nonché ogni manufatto e materiale plastico quali geocelle, geostuoie, georeti, biostuoie, mulch, matrici di fibre di legno legate, juta liquida — soluzioni che nulla hanno a che fare con le idrosemine tradizionali e rinforzate, mere operazioni di rinverdimento.

5.     Realizzare opere di captazione e regimazione superficiale delle acque meteoriche direttamente sul tal quale, eliminando canalette in cemento, finsider, embrici, fossi di guardia, con forti vantaggi tecnici, risparmi economici e drastica riduzione dei rischi di cantiere. Sono inoltre l’unica tecnologia che consente di scegliere, in fase progettuale, i coefficienti di Manning.

6.     Eliminare ogni manutenzione, con risparmi economici, logistici ed energetici e riduzione dei rischi di cantiere.

7.     Diminuire il consumo di energia: il consumo energetico di impianto si riduce fino a 100 volte rispetto alle tecniche antierosive tradizionali.

8.     Mitigare i cambiamenti climatici: le emissioni di CO₂, CO, SOx, NOx e particolato si riducono fino a 100 volte rispetto alle soluzioni tradizionali (si ricorda che per produrre 1 kg di cemento si emette circa 1 kg di CO₂).

9.     Sottrarre fino al 400% in più di CO₂: gli impianti così realizzati assorbono fino al 400% in più di CO₂ rispetto agli impianti antierosivi tradizionali.

10.  Adattarsi ai cambiamenti climatici: resistono a temperature estreme tra -35°C e +60°C e a reazioni del terreno tra pH 3 e pH 11, crescono su suoli contaminati da metalli pesanti e idrocarburi, riducono le temperature al suolo.

11.  Attuare l’uso sostenibile e la protezione delle acque: l’utilizzo di specie azotofissatrici autoctone a radicazione profonda al posto di concimi chimici evita l’eutrofizzazione delle acque, operando anche una bioremediation in situ.

12.  Attuare la transizione verso un’economia circolare: le specie vengono raccolte nelle varie zone di utilizzo in tutto il mondo — si tratta dunque di una tecnologia a km zero.

13.  Proteggere e ripristinare la biodiversità: l’integrazione con fiori e specie mellifere a radicazione profonda favorisce il ritorno degli insetti impollinatori (api e farfalle), ricreando habitat naturali.

14.  Seminare contemporaneamente alberi e arbusti per favorire e accelerare la rinaturalizzazione, riportando l’ambiente alle condizioni originarie.

Il programma: voci dal mondo tecnico e accademico
Dopo i saluti istituzionali – affidati al Presidente della Consulta degli Ordini degli Ingegneri di Sicilia ing. Fabio Salvatore Corvo, al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Palermo ing. Vincenzo Di Dio, al Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia dott. geol. Paolo Mozzicato, al Preside CIFI Sicilia ing. Fedele Di Matteo con il Vicepresidente area Sud ing. Filippo Palazzo, e al Presidente ANCI Sicilia dott. Paolo Amenta – il programma scientifico prevede tre interventi di grande spessore tecnico.

Dalle 9:30 alle 11:00, il dott. ing. Claudio Zarotti, Presidente di Prati Armati S.r.l., illustrerà gli aspetti tecnici, ambientali, energetici, di inquinamento e paesaggistici ottenuti con l’utilizzo delle piante erbacee perenni a radicazione profonda e resistente, nel rispetto del PNRR, del Regolamento UE 2020/852 e del principio DNSH.

Dalle 11:00 alle 12:00, il dott. ing. Marcello Zarotti, Amministratore Delegato di Prati Armati S.r.l., presenterà le applicazioni geotecniche e idrauliche delle piante erbacee a radicazione profonda, sottile e resistente, con esempi di cantieri realizzati in differenti condizioni pedoclimatiche.

Dalle 12:00 alle 13:00, il Prof. ing. Giovanni Biondi del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina affronterà il tema delle prestazioni sismiche delle coltri radicate. A seguire, il dott. geol. Giuseppe Caruso dell’Ordine dei Geologi di Sicilia presenterà un caso emblematico di applicazione sul territorio.

La giornata si concluderà dalle 13:00 alle 13:30 con una tavola rotonda e la chiusura dei lavori.