Audizione in I Commissione Ars sulle nove IPAB dichiarate estinte. AnciSicilia: “I costi e il personale non possono gravare sui comuni”

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Audizione, questa mattina, in I commissione “Affari Istituzionali” all’ARS sulle conseguenze derivanti dai nove decreti che estinguono altrettante IPAB (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza).

Oltre alla delegazione dell’AnciSicilia composta dal segretario generale dell’Associazione, Mario Emanuele Alvano, dal sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, dal vice sindaco di Trapani, Giuseppe Licata, dal sindaco di Marsala, Alberto Di Girolamo, e da Piero Antonio Capizzi e Filippo Miroddi, rispettivamente sindaco di Calascibetta e di Piazza Armerina, ha partecipato anche Mario Candore, direttore del Dipartimento regionale alla Famiglia.

“Il sistema delle IPAB, ormai da anni, come è noto, attraversa difficoltà gravissime ed è necessario che la riforma varata dalla I Commissione all’Ars, che inciderà su circa 150 strutture esistenti sul territorio siciliano con centinaia di dipendenti e migliaia di utenti, contempli anche disposizioni che affrontino il problema delle nove IPAB dichiarate estinte”.

Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’AnciSicilia, che aggiungono: “Considerata la già drammatica situazione finanziaria degli enti locali della Sicilia, non è concepibile che, in attesa della legge di riordino, vengano accollati ai comuni i costi  delle passività degli istituti e le conseguenze derivanti dall’assunzione del personale.  I decreti emanati dal Presidente della Regione, ai sensi della L.R. n. 22/86, impongono, infatti,  il passaggio di patrimonio e personale ai comuni, molti dei quali vivono già una situazione fortemente critica e non hanno ancora approvato né il bilancio di previsione 2016 né il rendiconto finanziario 2015. La norma in questione è stata approvata in un periodo storico totalmente diverso in cui la situazione finanziaria degli enti locali dell’Isola era profondamente differente e non vi erano gli attuali ristretti limiti alla spesa del personale. Utilizzare questa norme oggi, significa non preoccuparsi delle conseguenze che si determineranno nei comuni interessati e del fatto che, provocando il dissesto, gli enti sarebbero costretti non soltanto a non assumere il personale IPAB ma anche, in alcuni casi, a licenziare dipendenti comunali.”.

“Riteniamo  – conclude il presidente Orlando – che la volontà espressa oggi dal presidente della I Commissione, Salvatore Cascio, di presentare un ordine del giorno che, in attesa del varo della riforma, impegni il governo a sospendere l’esecutività dei decreti di estinzione degli Istituti, possa essere un primo elemento positivo per affrontare con serietà la questione e per far sì che anche la vicenda delle  nove IPAB già dichiarate estinte possa trovare soluzione strutturale ”.