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Emergenza rifiuti, l’intera Sicilia al collasso. AnciSicilia: “Rischio di epidemie e di rivolte sociali”

“Anche La Sicilia orientale sta collassando – aggiunge Paolo Amenta, vice presidente AnciSicilia – e questo, ovviamente è dovuto al fatto che la Sicilia occidentale per la quasi totalità viene a scaricare a Lentini. Le discariche disponibili al momento sono solo tre: oltre a Lentini anche Bellolampo e Trapani. Per un territorio vasto come quello della Sicilia sono praticamente inesistenti. Il tavolo che chiediamo come AnciSicilia non deve servire ad attribuire responsabilità o a fare il solito scarica barile, ma piuttosto dovrà servire a dimostrare ai siciliani che le istituzioni sono in grado di dare risposte concrete ai cittadini sia sul versante dei rifiuti che in altri ambiti, come quello, solo per fare un esempio legato alla gestione delle acque”.

“Nel mio comune come in altri comuni della provincia di Siracusa- spiega Luca Cannata , vice presidente vicario dellAnciSicilia e sindaco di Avola- abbiamo decine di auto compattatori in coda. Le difficoltà per il conferimento in discarica e per la raccolta sono enormi. Insieme con il prefetto di Siracusa stiamo cercando di capire come muoverci in queste ore per scongiurare anche un’emergenza sanitaria”.

“In tutta la Sicilia occidentale hanno bloccato i mezzi, fermi anche i centri di trasferenza. – a intervenire è Salvatore Lo Biundo, vice presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – Annunciato il blocco totale per i prossimi due giorni, mentre a Carini, solo per fare un esempio, circa 400 tonnellate di rifiuti sono rimasti per strada. Regge ancora la discarica di Bellolampo, ma quanto durerà? Una situazione terribile che sta mettendo in ginocchio tutta l’Isola e in pericolo l’incolumità dei primi cittadini che raccolgono lamentele e proteste delle comunità. Siamo davanti al reale pericolo che scoppino epidemie e rivolte sociali. Dove sono le soluzioni immediate e a lungo termine, quelle che da anni come AncSicilia, chiediamo al governo regionale? Non siamo più nelle condizioni di temporeggiare e di giocare sulla pelle dei siciliani”.

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